Il 13 aprile 2009 sarà per me una data difficile da dimenticare!
Oggi mi sono trovato a dare l'ultimo saluto ad un carissimo amico, un amico che non vedevo da tempo, ma che è sempre rimasto nei miei pensieri e nel mio cuore.
Te ne sei andato cosi, senza che io potessi porgerti il mio saluto almeno un'ultima volta. Spero dunque che queste mie poche parole riescano comunque a raggiungerti.
Ricordo molto bene la prima volta che ti ho visto, su quel tatami, con un kaitegi, un hakama e quei lunghi capelli raccolti che ti facevano assomigliare a quel personaggio che tanto ammiravi, Steven Seagal. Di certo non si può scordare quella scintilla di passione negli occhi che ti caratterizzava mentre praticavi l'arte che tanto amavi, l'aikido. O quel sorriso ed aspetto reverenziale con il quale mi impartivi le prime lezioni.
Per me, giovane aikidoca del dojo settimese sei stato prima un esempio e poi un amico. Il tuo ironico “Ciao Chicco!” mi accoglieva ogni volta che mi apprestavo ad entrare negli spogliatoi ed era l'ultima cosa che sentivo quando li lasciavo a fine allenamento. I tuoi “shsssss!” che richiamavano al silenzio i giovani allievi o quello schioppo di spada o bastone che catturavano, con una certa invidia, la mia attenzione. Con il passare del tempo e il lento accrescere della mia consapevolezza ho imparato ad apprezzare sempre più tutto ciò che mi avevi dato.
Ora il tatami e quelle 4 mura non sono più il tuo dojo, i prati dei Campi Elisei ti accolgono. A me piace immaginarti cosi, con un hakama, un jo e quel sorriso stampato sul volto mentre porti le tue tecniche fra verdi colline. Forse, da oggi, quando sentirò il fragore di un tuono provenire dal cielo, non penserò ad un temporale, ma ad un ukè che, lassù, subisce l'impeto di quelle energiche proiezioni con cui ci ammaliavi.
Eri un esempio e continuerai ad esserlo.
Ciao Maurizio
Andrea.